Gruppo Vranken-Pommery Monopole

Il DNA del Gruppo

  • Gruppo familiare fondato e diretto da Paul-Francois Vranken dal 1976.
  • Il patrimonio vinicolo più importante d’Europa costituito da 7.160 ettari di vigneti a Denominazione d’origine con proprietà nella Champagne, Camargue e Provenza (in Francia) e nel Douro Superiore (in Portogallo).
  • Secondo gruppo nel mondo della Champagne e ambasciatore dell’eccellenza in tutto il mondo.
  • Marchi Vranken-Pommery Monopole presenti e distribuiti in 147 paesi nel mondo.
  • Leader nella produzione e commercializzazione dei vini rosé del sud della Francia.
  • Parole Chiave del Presidente: Innovazione, Savoir-Faire, Audacia

 

 

 

Il patrimonio vitinicolo

L’Arte dello Champagne

 

L’arte dello Champagne è complessa: le sue qualità sensoriali, la sua immagine e la sua desiderabilità si articolano intorno ai valori che richiedono esperienza, rigore ma soprattutto passione.
I nostri Champagne sono dei vini che accompagnano l’alta gastronomia e la vocazione di un vino che è servito al tavolo. Armato di queste evidenze e della diversità degli Champagne che creiamo all’interno del gruppo, l’amatore si ritrova davanti a un orizzonte immenso dove tutte le possibilità si aprono all’arte del Bien Vivre.

Domaines & Châteaux per Grandi Vini

I nostri vitigni di eccezione in luoghi spettacolari: innanzitutto il Mediterraneo, con la dolcezza della Provenza e con Château La Gordonne, una delle più antiche proprietà vinicole esistenti, creata nel 1652. Poi il sole della Camargue e il suo straordinario terreno sabbioso dove le vigne crescono serenamente, nel cuore del Domaine Royal de Jarras. Infine la potenza dell’Oceano Atlantico, la costa portoghese, lo sbocco del Douro a Porto e, all’est, la contea selvaggia di Terras Do Grifo.

 

 

 

Madame Pommery

Un'imprenditrice illuminata

Nel 1858, rimasta vedova, Madame Pommery decide di continuare l’attività prendendo solamente in mano le redini dell’azienda di famiglia a vent’anni dalla sua fondazione.

Donna tenace ed ambiziosa, parte alla conquista dei mercati nazionali e internazionali, stravolgendo senza esitazioni le regole della gestione aziendale. Comprende da subito il potenziale sviluppo dei mercati esteri, con particolare attenzione a quello inglese, ed istituisce una funzione aziendale specialmente dedicata a tale mercato.

Pone le basi per la promozione di un prodotto di lusso adottando una strategia volta a valorizzare lo stile e l’immagine del marchio Pommery puntando sulla comunicazione e le relazioni pubbliche.

Mercati esteri, valorizzazione del marchio e lusso! Madame Pommery anticipa i tempi…

Fin dal 1860, per creare l’immagine della marca, Madame Pommery apre a Parigi la “Boutique Pommery”, nel posto giusto ovvero in Boulevard des Italiens, una delle più eleganti vie commerciali dell’epoca, accanto ai più famosi atelier di sarti e gioiellieri.

Madame Pommery sostiene l’attività commerciale invitando personalmente i suoi principali clienti francesi e stranieri a visitare i suoi possedimenti. Inventa il marketing diretto e le “public relations” al Domaine: “Ci faccia l’onore di una vostra visita e venga ad ammirare la nostra magnifica cattedrale e a vedere le colline dove viene prodotto il nostro Champagne..Come è bello vivere appieno ogni singolo giorno..”: L’anima di Madame Louise traspare nella vivace singolarità dello stile Pommery e in quel singolare tocco che ha fatto del suo Champagne un’opera d’arte, o più propriamente, un’opera dell’Arte di Vivere.

“Fare” ed “essere” si fondono in Pommery alla ricerca di una visione intensa della vita: una filosofia che caratterizza la Maison Pommery fin dalla sua fondazione, come se l’anima di Madame Pommery fosse rimasta legata per sempre all’attività da lei creata.

Lo “spirito Pommery” si trasmette di generazione in generazione e lo si vede in tutto: dai vigneti alle cantine, dall’accoglienza allo stile commerciale. E’ fatto di amore per il lavoro e di rispetto per gli altri, ma anche di vivacità che sprigionava Madame Pommery!

 

 

 

 

 

 

L'invenzione del brut

L’idea che ha fatto grande lo Champagne

“…desidero uno Champagne il più secco possibile, ma privo di asprezza…che sia morbido, vellutato e armonico…ne curi innanzitutto la finezza”.

E’ il 1874 e Madame Pommery percepisce che i gusti stanno cambiando. Chiede allo Chef de Cave della Maison Victor Lambert di ideare uno Champagne secco, leggero ed elegante: crea Pommery Nature il primo “brut” millesimato della storia che diventerà un successo senza precedenti.

La finezza e la vivace leggerezza che riuscì a donare ai suoi Champagne sono un fil rouge che ancora oggi contraddistingue i prodotti della Maison.

Come nasce il brut

IL GUSTO DELLO CHAMPAGNE NEL 1800

Nel 1800 i vini della Champagne presentavano tutti un alto tasso zuccherino e un alto tasso alcolico, considerati necessari per combattere l’acidità. Grazie ai numerosi viaggi in Inghilterra e ai rapporti trasmessi dal responsabile commerciale della Maison, Madame sa che il gusto dell’alta società inglese sta evolvendo verso vini meno ricchi di zucchero, meno carichi.

Già nel 1800 lo Champagne era la bevanda delle feste con il quale si brindava nelle principali corti europee. Gli Champagne che si gustavano all’epoca erano però molto più dolci di quanto lo siano oggi. La pratica di aggiungere il dosaggio era praticamente necessaria in modo da mascherare la forte acidità e durezza del vino. Madame Pommery comprese tuttavia che il gusto stava cambiando e che era necessario migliorare le tecniche di produzione per migliorare la qualità dello Champagne e progressivamente la sua dolcezza.

MADAME POMMERY E L’AFFINAMENTO DELLE TECNICHE DI PRODUZIONE.

Grazie all’affinamento delle tecniche di produzione si riuscì a diminuire la dolcezza fino ad arrivare ai cosiddetti brut. Questo implicò numerosi cambiamenti: ritardare la vendemmia – con i rischi di possibili gelate – per raccogliere un’uva più matura; prolungare il periodo di affinamento nelle cantine ad aumentare lo stock di quei vini destinati ad apportare la morbidezza desiderata. Questa fu una missione difficile per il capo cantiniere ed anche un importante impegno finanziario per la piccola azienda. Ma il successo che ne conseguì fu senza precedenti ed oggi lo stile inventato da Louise è di riferimento per tutti gli Champagne della Maison.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le cantine

Le cave di gesso, 18 km di immense cantine in cui riposano 25 milioni di bottiglie.

Le cantine del Domaine sono state ricavate trasformando 120 cave di gesso di origine gallo-romana. Sono collegate da 18 km di gallerie destinate ad ospitare le bottiglie in affinamento. Per realizzare questo ambizioso progetto sono stati necessari dieci anni di lavori, tra il 1868 e il 1878.

116 gradini…per accedere ad un mondo fantastico!

La visita a questa “cattedrale sotterranea” è superba e vi si accede tramite una sontuosa scalinata di 116 gradini che ci porta a 30 metri sotto terra, aprendo ad uno degli spettacoli più imponenti delle Maison di Champagne. Le cantine ospitano oggi 25 milioni di bottiglie tra le quali figurano le più antiche Cuvée della Maison Pommery.

Per ogni galleria il nome di una “citta’ conquistata”

L’estate 1869 vede l’inizio di quello che a Reims, fu il più grande cantiere del secolo, capace di trasformare cave abbandonate in un’irresistibile attrazione. Una volta realizzate le caves, Madame Pommery iniziò quella che sarebbe stata una tradizione: dare alle gallerie il nome delle grandi città straniere a cui si apriva man mano la sua esportazione. La bellezza irreale delle grandiose gallerie è accentuata da magnifici bassorilievi scolpiti direttamente nel gesso.

 

 

 

 

 

 

Lo Chef de Cave

Il sapiente custode dell’esperienza Pommery

Il garante dello stile Pommery è lo Chef de Cave. E’ Thierry Gasco che dal 1992 firma gli Champagnes della Maison. A lui compete la definizione delle “cuvée”, sposando tra loro i diversi crus. Cerca con cura, di anno in anno, il profumo e il gusto che distinguono lo Champagne Pommery.

Le fasi di produzione dello Champagne

Allo Chef de Cave spetta seguire tutte le fasi della produzione, inoltre gestisce anche la “Relations Vignoble” occupandosi direttamente delle valutazioni agronomiche e della qualità delle uve conferite, con attenzione privilegiata da parte dei “vignerons” delle zone grand cru. Questo suo principio selettivo è l’ingrediente principale che assicura la qualità della materia prima che poi si evince dalla purezza e finezza dei suoi vini. La pigiatura avviene con pigiatrici tradizionali che contengono 4000 kg di uva dai quali si estraggono 2550 litri di mosto.

La prima fermentazione alcolica trasforma il mosto d’uva in vino, grazie all’azione di lieviti selezionati.

L’assemblaggio è frutto della combinazione di più vini, diversi per vitigno, uve o annate. Quest’operazione consente di creare e perpetuare lo stile Pommery.

Il tirage (messa in bottiglia) consiste nell’imbottigliare i vini assemblati ai quali sono stati aggiunti zuccheri e lieviti.

La seconda fermentazione alcolica è realizzata nelle cantine a temperatura costante di 10°C. Il vino si trasforma lentamente in Champagne spumeggiante ovvero si ha la cosiddetta “presa di spuma” (prise de mousse).

La maturazione consiste nel conservare in cantine il vino per lunghi anni affinché i lieviti restituiscano allo Champagne i loro aromi.

Il remuage viene effettuato per portare i lieviti amalgamanti nel collo della bottiglia, restituendo così al vino tutta la sua limpidezza.

Il dégorgement (sboccatura) consiste nel congelare tale deposito di lieviti per poi espellerlo all’apertura della bottiglia. La bottiglia viene immediatamente chiusa con il tappo definitivo in sughero rivestito da una gabbietta.

Il confezionamento delle bottiglie viene realizzato dopo qualche mese di riposo nelle cantine.